
Fin dalla preistoria, lo specchio dell’anima:
Fin dalla preistoria, l’essere umano ha avuto la possibilità di imbattersi nella propria immagine riflessa. Bastava chinarsi su uno specchio d’acqua — un fiume, un lago, una pozzanghera — per ritrovare, più o meno nitido, il proprio volto.
Il mito di Narciso è solo uno dei tanti riferimenti storico-letterari in cui l’acqua diventa un simbolo, un mezzo, attraverso cui l’essere umano tenta di specchiarsi e ritrovarsi.
Specchio: riconoscersi o mettersi in discussione?
Lo specchio, inteso come oggetto tangibile, è arrivato dopo.
Un’invenzione che ha sostituito i materiali, ma non il gesto.
Ci costringe a guardare, a riconoscere.
A volte ci accoglie, altre ci mette in discussione.
Guardarsi è sempre stato un atto istintivo, a volte necessario, spesso inevitabile.
Eppure, nella storia, il riflesso dell’immagine ha quasi sempre prevalso sul sentire.
Abbiamo imparato a riconoscerci nel visibile, nell’aspetto, nella forma.
Ma cosa accadrebbe se potessimo specchiare anche ciò che proviamo?
Cosa succederebbe se lo specchio potesse riflettere, non solo i tratti del volto, ma anche le emozioni che agiscono in maniera diretta sulla nostra mimica corporea?
E come possiamo riconoscere determinate emozioni?
L’amigdala: dove nasce il sentire
Quando proviamo emozioni intense, si attiva una piccola struttura a forma di mandorla situata in profondità nel lobo temporale del cervello: l’amigdala.
Questa regione ha un ruolo cruciale nella regolazione delle emozioni, in particolare quelle legate alla paura, all’ansia, alla rabbia e agli impulsi di sopravvivenza.
Non solo: l’amigdala è fondamentale anche nella memoria emozionale.
È proprio lei a rafforzare i ricordi legati a esperienze particolarmente impattanti dal punto di vista emotivo, rendendoli più duraturi e facilmente accessibili nel tempo.
Perché nasce Amigdala allo Specchio
Sono Chiara, e da sempre le parole sono il mio modo per abitare il mondo.
Scrivo per vedere meglio. Per sentire con più lucidità. Per attraversare, non solo osservare.
Scrivo per lasciare tracce di me.
Amigdala allo Specchio nasce dalle tante domande che continuo a pormi in maniera violenta, senza avere risposta. Magari, questa potrebbe essere l’occasione per trovare risposte insieme. O, continuare a coltivare i dubbi.
Tra emozioni, scrittura e riflessioni
Ho concepito questo spazio dove raccontare i miei interessi e ciò che accade dentro e fuori di me: la cronaca, la politica, i libri, i pensieri sparsi.
Lo faccio partendo dal sentire. Perché ogni fatto che accade fuori radica all’interno, chiedendoci di essere collocato in un proprio spazio nella biblioteca del mondo, interiore e non, affinché ogni emozione possa essere uno strumento per capire quanto accade intorno a noi.
Non ho nulla da insegnare, tanto da sbagliare.
“Alla felice colpa di essere quel che sono”
– Patrizia Cavalli
Benvenuta. Benvenuto.

